San Benedetto da San Fratello detto il Moro: La Vita


San Benedetto da San Fratello - Uomo senza frontiere venerato in tutto il mondo"Comitato

Sito web a cura del "Comitato festeggiamenti San Benedetto il Moro" San Fratello (ME).

martedì 28 gennaio 2020

Binidittu o The Invisible Man (L'uomo invisibile)

Il progetto Binidittu del fotografo italiano Nicola Lo Calzo affronta i problemi di riconoscimento e rappresentazione.
Il progetto fotografico Binidittu (2017-2019) affronta la condizione dei migranti africani nel Mediterraneo attraverso la figura storica di Benedetto il Moro, un uomo afro-siciliano che divenne il primo santo nero della storia, sotto il nome di San Benedetto il Moro.
Benedetto nacque nel 1524 a San Fratello, un comune della provincia di Messina (Sicilia), da schiavi africani - Diana, al servizio della famiglia Larcan, e Cristoforo, che era di proprietà della famiglia Manasseri. Dopo aver lavorato come pastore, all'età di 20 anni, iniziò una vita ermetica a seguito dell'eremita Fra Girolamo Lanza, fino al 1562 quando, per ordine pontificio, si unì all'ordine francescano, trasferendosi nel convento di Santa Maria di Gesù, dove la sua fama di persona santa e il guaritore crebbe fino alla sua morte nel 1589.
Al momento della sua morte, la venerazione di Benedetto si era già estesa in tutta la Sicilia e presto in tutta l'America coloniale spagnola e portoghese, dove ha ancora una forte presenza. In Europa, ebbe una grande fama nel diciassettesimo secolo (già nel 1612, Lope de Vega gli dedicò una commedia, "La famosa commedia del Santo Rosambuco nero della città di Palermo"), ma presto svanì dalla memoria. Il culto di Benedetto sopravvive in Sicilia, in particolare nelle città italiane di Palermo, San Fratello e Acquedolci, dove il santo nero viene celebrato ogni anno.
In effetti, dall'inizio della "crisi migratoria" in Europa e dall'arrivo del governo anti-migranti italiano guidato dal Primo Ministro Salvini, la memoria di Benedetto il Moro è cresciuta oltre la sua dimensione religiosa. Per mezzo di iniziative individuali, si interseca con l'esperienza dei migranti africani, a cui Benedetto offre un simbolo rinato della cittadinanza universale e della lotta contro il razzismo.
Oltre a queste iniziative, sembra esserci un divario tra la diaspora africana e la popolazione autoctona, compresi i devoti. Le popolazioni immigrate devono confrontarsi con l'isolamento e l'esclusione dal corpo politico, economico e sociale. I ghetti sono emersi ai margini di grandi piantagioni, trasformando questi uomini e donne in persone invisibili.
L'eredità di Benedetto il Moro si riferisce a una presenza e all'assenza di un'importante figura storica, celebrata tanto in America Latina quanto dimenticata e cancellata in Europa. Come è stata costruita questa cancellazione in Occidente e cosa può dirsi sul processo di rendere invisibili i migranti africani che vivono oggi nella regione del Mediterraneo?
Binidittu emerge come un'allegoria del nostro tempo: un incontro tra il Mare nostrum e il mondo, tra l'oblio e la memoria, tra il razzismo reso comune e la nostra umanità condivisa, tra le aspirazioni del popolo siciliano e le speranze di libertà e dignità dei migranti africani mentre vanno alla deriva verso le coste dell'Europa.
Nicola Lo Calzo

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